lunedì, 22 gennaio 2007

Bene. Sono stata veramente bene. 3 giorni senza tv, stereo, giornali, manuali, ma soprattutto SENZA CELLULARE!!! Una ricarica eccezionale! (Senza neanche un caffè decente, ma questo nn è stato altrettanto eccezionale per una caffeinomane come me..). Circondata solo ed esclusivamente da persone che parlavano la mia stessa lingua. Ho capito cose fondamentali per la mia vita, e forse comincio a mettere a posto quei tasselli che purtroppo continuano a sfuggirmi (o forse sono io che non voglio rimetterli al loro posto).

Qualcuno diceva: NON è QUELLO CHE FACCIAMO CHE RAPPRESENTA CHI SIAMO, MA E' COME CI RIALZIAMO DOPO UNA CADUTA.

Allora è da grandi rimattere insieme ciò che resta di te quando ti sei sfracellato contro un muro? Io almeno ci provo...

Buon tutto a tutti!

 

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categoria:pensieri e parole
mercoledì, 17 gennaio 2007

Ho visto anch'io il film di Gabriele Muccino: "LA RICERCA DELLA FELICITA'" ...

"...non permettere mai a nessuno di dirti che non sei capace di fare qualcosa..."

No comment!

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categoria:in maniera diretta
domenica, 07 gennaio 2007

Credo che quando hai inziato a vivere da sola, non riesci più a tornare a casa coi tuoi. Ci torni pure volentieri (qualche volta), ma ... i giorni son contati!!!

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categoria:in maniera diretta
venerdì, 05 gennaio 2007

"In questa canzone c'è racchiuso tutto quello che ho vissuto l'anno ormai e, finalmente, andato!"

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categoria:
giovedì, 04 gennaio 2007

Tutto iniziò all’incirca i primi mesi di scuola. Frequentavamo il primo liceo classico, eravamo reciprocamente anonime. Tutto ciò che sapevamo l’una dell’altra era che i nostri cognomi, in quel quotidiano appello, erano separati da quello di un’altra compagna. Per i 2 anni precedenti non avevamo scambiato neanche qualche battuta, a ricordare bene, neanche ci salutavamo. Se ci incontravamo per strada, ci mettevamo un po’ prima di mettere a fuoco dove c’eravamo già viste…in classe!

Poi lo stesso colpo di fortuna: la prof  indicò le due persone che voleva “sentire” il giorno dopo in classico latino, io e lei. La invitai a studiare a casa mia, tanto stavamo entrambi con le pacche nell’acqua… Quel pomeriggio trascorse a lanciarci in bocca i pop-corn preparati da mia madre, che segnarono un voto indecente sul registro, ma l’inizio della nostra amicizia. Ormai l’interrogazione era andata, e lei, coi suoi soliti modi gentili mi disse: “T’ facev scem, e invece m’ staj simpatica!”.

Cominciammo a studiare spesso insieme, e quella che per me era il soggetto più strano della classe, che qualche volta si presentava a scuola con le treccine africane, pur avendo i capelli corti, che una sigaretta spegneva e un’altra accendeva(dall’età di 14 anni!), che sfoggiava i cappelli più strani, che aveva il coraggio di mandare a quel paese le prof, che non aveva nulla di femminile e che correva come valentino rossi per la discesa del liceo prima che la sua vespa special bordoux si decidesse a mettersi in moto, divenne la mia migliore amica.

Dalla vespa passò alla motocicletta,che presto sostituì il pullman … i migliori anni della nostra vita! Io ero la sua fedelissima compagna di viaggio.

 Un giorno all’uscita di scuola, indossando il nostro casco integrale, cavalcammo a motore spento fino al tabaccaio. Dovevamo far presto perché i vigili incombevano. Marzia,sventolando 5 mila lire, disse alla tabaccaia che stava all’entrata facendo pulizie: “Signò, a vol a vol, mi passate nu pacchett e sigarett?”. La signora acidità si girò stridulando: “A vol a vol, nun t’ pass proprj nient pecchè teng ’a vetrin man!”. Come? Nessuno le fa queste risposte e con quel tono, è come gettare alcool sul fuoco. Esprimendosi in tutta la sua elegante femminilità, rispose: “signò, a vol a vol, jatvenn affancul!”. Mi abbassai repentinamente la visiera del casco, perché solo così potevo nascondere il mio imbarazzo.

Lei mise in moto e scappammo via.

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categoria:scene di una ex vita pseudoquoti
mercoledì, 03 gennaio 2007

                                               ODE A GRACE

Arduo trovar verbo che ne decanti i gentili modi.

Delicatezza e bellezza si sposano in lei.

Radiosa è la persona che può giovar della sua vicinanza.

Amica impareggiabile, consigliera impeccabile.

Laddove si addica, capace sarà di trasformar un tuo cruccio in sorriso.

Quando necessario, non mancherà ammonirti.

La via del Signore ella impone a se stessa di seguire; talvolta percorrendola rettamente, altre volte allontanandosene.

Di soffrir e penar è capace, forse fin troppo e per questo molte cose è arrivata a comprender.

Di sé e della  altrui vita.

Ma ciò che ancor ignora è che, se il destino davvero come una ruota gira, tutte le pene passate in felicità le ritorneranno contro.

 

                                                                   Rosie*

31/12/2006

*si comprende bene che è una della sue inseparabili amiche!

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categoria:in maniera diretta