venerdì, 24 agosto 2007

Passa tranquillamente tra il rumore e la fretta,e ricorda quanta pace può esserci nel silenzio.Finché è possibile senza doverti abbassare,sii in buoni rapporti con tutte le persone.Dì la verità con calma e chiarezza; e ascolta gli altri, anche i noiosi e gli ignoranti;anche loro hanno una storia da raccontare.Evita le persone volgari e aggressive; esse opprimono lo spirito.Se ti paragoni agli altri, corri il rischio di far crescere in te orgoglio e  acredine, perché sempre ci saranno persone più in basso o più in alto di te.

Gioisci dei tuoi risultati così come dei tuoi progetti.Conserva l'interesse per il tuo lavoro, per quanto umile;è ciò che realmente possiedi per cambiare le sorti del tempo.Sii prudente nei tuoi affari, perché il mondo è pieno di tranelli.Ma ciò non acciechi la tua capacità di dinstinguere la virtù; molte persone lottano per grandi ideali, e dovunque la vita è piena di eroismo.

Sii te stesso.  Soprattutto non fingere negli affetti, e neppure sii cinico riguardo all'amore; poiché a dispetto di tutte le aridità e disillusioni esso è perenne come l'erba.

Accetta benevolmente gli ammaestramenti che derivano dall'età, lasciando con un sorriso sereno le cose della giovinezza.Coltiva la forza dello spirito per difenderti contro l'improvvisa sfortuna, ma non tormentarti con l'immaginazione. Molte paure nascono dalla stanchezza e dalla solitudine.

Al di là di una disciplina morale, sii tranquillo con te stesso. Tu sei un figlio dell'universo, non meno degli alberi e delle stelle; tu hai il diritto di essere qui.

E che ti sia chiaro o no, non vi è dubbio che l'universo ti stia schiudendo come si dovrebbe. Perciò sii in pace con Dio, comunque tu lo concepisca, e qualunque siano le tue lotte e le tue aspirazioni, conserva la pace con la tua anima pur nella rumorosa confusione della vita.Con tutti i suoi inganni, i lavori ingrati e i sogni infranti, è ancora un mondo stupendo.

Fai attenzione.

Cerca di essere felice.

(Trovata nell'antica chiesa di S. Paolo, Baltimora. Datata 1692. Traduzione di Enrico Orofino)

 

Un testo stupendo, che mi accompagna da anni... Spesso però resta lì, solo tra i miei vecchi ricordi...

postato da: grace24 alle ore 19:24 | Permalink | commenti (9)
categoria:ciò che segna
giovedì, 23 agosto 2007
Nella vita qual è la cosa più difficile da fare??
postato da: grace24 alle ore 14:38 | Permalink | commenti (13)
categoria:in maniera diretta
mercoledì, 22 agosto 2007
Una volta uno disse: "Una spada è come una colomba, se la stringi troppo la soffochi, se è troppo lenta vola via"
postato da: grace24 alle ore 22:27 | Permalink | commenti (1)
categoria:pensieri e parole, ciò che segna
lunedì, 20 agosto 2007

Se leggi questi versi,
dimentica la mano che li scrisse:
t'amo a tal punto
che non vorrei restar
nei tuoi dolci pensieri,
se il pensare a me
ti facesse soffrire.

WILLIAM SHAKESPEARE

postato da: grace24 alle ore 12:15 | Permalink | commenti (5)
categoria:pensieri e parole
venerdì, 17 agosto 2007

Se qualcuno ti rompe i coglioni, vuol dire che ce l'hai!

postato da: grace24 alle ore 19:15 | Permalink | commenti (2)
categoria:perle di saggezza
venerdì, 03 agosto 2007
Una tazzina di caffè contiene più molecole di acqua di quante sono le stelle nell'universo visibile!
postato da: grace24 alle ore 17:58 | Permalink | commenti (3)
categoria:perle di saggezza
venerdì, 03 agosto 2007

Otto anni fa, feci da babysitter a due bambini durante il periodo estivo,quindi per circa 3 mesi.Fiore aveva 2 anni e mezzo,e la piccola Marzia aveva 10 mesi.Erano due bambini spettacolari, bellissimi. Alla piccola mi ci ero affezionata di più: ci giocavo a fare la mammina, le insegnavo le prime paroline, la seguivo a gattoni, le davo da mangiare, si addormentava fra le mie braccia... stravedevo per lei!

Li ho rivisti stasera. Ovviamente non mi hanno riconosciuta.

La mamma per spiegare alla piccola chi ero, le ha detto: "Marzia, sai chi è questa ragazza? Lei ti ha insegnato a camminare!"

postato da: grace24 alle ore 00:31 | Permalink | commenti (2)
categoria:ciò che segna
mercoledì, 01 agosto 2007

La gelosia è un sentimento che parte dall'idea che ciò che io ho di più "caro" potrei, da un momento all'altro, perdere. Essa si lega al concetto di possessività, alla possibile perdita di ciò che si ritiene proprio. Entrambi i sentimenti pretendono l' "altro", vogliono la sua presenza in termini esclusivi e personali. E parlo di pretendere l'altro perchè si considera l'altro un "oggetto" piuttosto che un "soggetto".Spesso chi ne è affetto manifesta la sua gelosia in assenza di qualunque fatto, di qualunque circostanza che possa giustificare una cosa del genere.

Una doverosa premessa: bisogna distinguere fra gelosia "normale" e gelosia "patologica". La gelosia normale è inseparabile dal'amore per il partner, ed è sempre presente a livelli accettabili. Anzi se non ci fosse si potrebbe addirittura dubitare se è vero amore. Inoltre serve a far sentire l'amato veramente amato, perchè attraverso la gelosia manifestiamo la paura di perderlo. Invece parleremo di gelosia "patologica" quando essa assume le seguenti caratteristiche:

  • paura irrazionale dell’abbandono e tristezza per la possibile perdita;
  • sospettosità per ogni comportamento relazionale del partner verso persone dell'altro sesso;
  • controllo di ogni comportamento dell' "altro";
  • invidia ed aggressività verso i possibili rivali;
  • aggressività persecutoria verso il partner;
  • sensazione d' inadeguatezza e scarsa autostima di noi stessi.

La gelosia, quella patologica è, dunque, il timore di perdere qualche cosa che si ritiene essenziale per il proprio benessere e che questo qualcosa, che si ritiene essenziale, altri possano impossessarsene. Essa si manifesta anche in assenza di qualsiasi motivo valido. Spesso proprio la gelosia è in alcuni casi la causa della rottura di una relazione. Anzi si teme tanto che una relazione possa finire che, senza volerlo, la si fà finire per davvero.

La gelosia patologica prende origine da sospetti o circostanze infondate, affondando la sua vera natura in un'angoscia che prende forma nella mente senza nessun riscontro nella realtà. Quest'angoscia produce delle vere e proprie rappresentazioni mentali in cui si "costruisce" il "rivale" e le "prove d'infedeltà" e la realtà effettiva viene interpretata erroneamente. Tutto ciò può arrivare a dei veri e propri "deliri di gelosia" che spesso sono all'origine di veri e propri fatti di cronaca come i delitti passionali.

La gelosia patologica, il più delle volte, affonda le sue origini nell'infanzia in una cattiva relazione che il geloso ha instaurato con i propri genitori. Quest'ultimi non hanno adeguatamente rinforzato il bambino nella fiducia per sè stesso e nell'autostima contribuendo così a determinare un adulto geloso perchè non conscio delle sue possibilità e del suo valore, profondamente insicuro. Ciò porta a pensare che il proprio partner potrebbe amare un altro perchè più degno, a non essere sicuro del suo amore.

Ma la gelosia patologica può tradire anche un desiderio di possesso assoluto del partner. Ciò avviene, anche in questo caso, per una cattiva relazione affettiva costruita con i propri genitori, sopratutto quello di sesso opposto. C'è la presenza di un'affettività che non ha trovato correspensione durante l'infanzia, e si pensa di riscattarla da adulti, attraverso il possesso assoluto dell'altro.

Da questo breve escursus si può affermare che gelosia e dipendenze affettive sono le due faccie di una stessa medaglia. Se è presente l'una è molto probabile che sia presente anche l'altra.

Dott. Roberto Cavaliere

postato da: grace24 alle ore 21:22 | Permalink | commenti (3)
categoria:in maniera diretta