giovedì, 18 settembre 2008

Il linguaggio dell'amore:

1 - La rassicurazione

2 - I momenti speciali

3 - La collaborazione

 

Ciascuno di noi possiede un linguaggio dell’amore, ovvero una modalità del tutto personale di esprimere i propri sentimenti e le proprie sensibilità. E non è detto che le due componenti della coppia parlino lo stesso linguaggio. Spesso la costruzione di un linguaggio condiviso è anzi il frutto di un processo lento, di reciproca conoscenza e comprensione. Tuttavia, non è così difficile come si potrebbe credere. Basterebbe infatti riflettere sul proprio linguaggio per renderlo più facilmente comprensibile all’altro, aprendosi al contempo alle sue esigenze.

Quali momenti sono speciali per noi? E in che modo viviamo l’esigenza di essere rassicurati? O di collaborare? Alle volte basta un gesto, una parola che venga incontro alla necessità del partner di sentirsi voluto bene, di sentirsi compreso e apprezzato, per dare un valore positivo all’amore e portare un sorriso in famiglia.

Troppo spesso, invece, la mancanza di comunicazione alimenta le incomprensioni e le difficoltà di relazione.

Bisognerebbe dunque interrogarsi su quale sia il proprio linguaggio dell’amore, che è fatto sì di parole di rassicurazione e tenerezza ma anche della capacità di vivere e condividere momenti speciali (regalarsi una cena romantica, uscire con il proprio partner per una passeggiata...), di donare e ricevere doni, di aiutarsi a vicenda nella gestione delle incombenze quotidiane, di contatto fisico.

Occorre perciò scoprire qual è il proprio linguaggio preferito e comunicarlo all’altro.

Un discorso simile vale anche per i figli, nei cui confronti bisogna utilizzare un linguaggio dell’amore condiviso che consenta di interrogarsi e di capire cosa desiderino veramente, aldilà delle apparenze e delle superficialità.

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giovedì, 05 giugno 2008

"Chi ha detto che la tenerezza trasformerà in pietra il cuore? Posso sopportare la sua debolezza, come della mia il sapore. Meglio dire buonanotte  a questa palpitante persona, fingendo che ogni notte fosse solo buona."

postato da: grace24 alle ore 20:55 | Permalink | commenti (3)
categoria:in maniera diretta
lunedì, 10 marzo 2008

Stamattina ho telefonato il mio amico Matteo:

Io: "Hi, brother! Tanti Auguri! Buon compleanno!!!"

Lui: "Grazieeee!!"

Io: "Allora come ci si sente a compiere 25 anni? Anticipami qualcosa visto che tra qualche ora li compio anch'io!"

Lui: "Lo vuoi proprio sapere? Ti devo dire la verità? ... Te rode un pò il culo!!"

Credo abbia reso l'idea...

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martedì, 04 marzo 2008

"Fuggo nella nebbia, lo sguardo che insegue le forme indistinte del mio desiderio,

profughi stanchi di una terra solitaria

Solo i loro racconti nelle sere stellate e le notti quiete cullano le acque del fiume,

che gemendo travolge le sponde

E raccolgono le perle preziose della speranza, la figlia ancora acerba

delle nostre angoscie".

Ivano

A lui vengono così... sta scoprendo la sua vena poetica! Allora improvvisamente, senza che nessuno gli dica nulla, come un piccolo regalo inaspettato, ti si apre una finestra sullo schermo... ed è lui che ti dona un suo pensiero... :-)

postato da: grace24 alle ore 15:31 | Permalink | commenti (9)
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giovedì, 17 gennaio 2008

Questo probabilmente dovrebbe essere appeso al tuo specchio in modo che  tu lo possa leggere ogni giorno.
Puoi non crederci ma è vero al 100%

1. al mondo ci sono almeno due persone che morirebbero per te
2. almeno 15 persone ti vogliono bene in una qualche maniera
3. l'unica ragione per cui qualcuno potrebbe odiarti è proprio perché
vorrebbe essere come te
4. il tuo sorriso può portare gioia a chiunque, anche a qualcuno a cui non
sei caro
5. ogni notte qualcuno pensa a te prima di addormentarsi
6. per qualcuno tu significhi tutto
7. tu sei speciale e unico
8. qualcuno di cui neanche conosci l'esistenza ti ama e ti ammira
9. anche quando fai l'errore più madornale ne deriva qualcosa di bello
10. quando pensi che ormai tutto il mondo ti abbia voltato le spalle, guarda
di nuovo
11. ricordati sempre i complimenti che ti sono stati fatti. Dimentica le
offese


Ringrazio la mia cara amica che mi ha inoltrato questa email... e io la inoltro a voi!!!

Un abbraccio a tutti!

postato da: grace24 alle ore 15:45 | Permalink | commenti (12)
categoria:in maniera diretta
giovedì, 27 settembre 2007

Ci scusiamo dell'assenza.

Il blog da voi visitato è momentaneamente in standby. Ritorneremo non appena possibile!

Un abbraccio,

Grace

postato da: grace24 alle ore 19:15 | Permalink | commenti (2)
categoria:in maniera diretta
venerdì, 07 settembre 2007

Oggi una mia carissima amica mi ha "sparato" una frase che ha acceso nella mia testolina diversi focolai di riflessione... e la frase è stata questa:

" Le situazioni giuste e belle nascono bene, quelle che nn devono andare nascono malate".

postato da: grace24 alle ore 20:03 | Permalink | commenti (5)
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giovedì, 23 agosto 2007
Nella vita qual è la cosa più difficile da fare??
postato da: grace24 alle ore 14:38 | Permalink | commenti (13)
categoria:in maniera diretta
mercoledì, 01 agosto 2007

La gelosia è un sentimento che parte dall'idea che ciò che io ho di più "caro" potrei, da un momento all'altro, perdere. Essa si lega al concetto di possessività, alla possibile perdita di ciò che si ritiene proprio. Entrambi i sentimenti pretendono l' "altro", vogliono la sua presenza in termini esclusivi e personali. E parlo di pretendere l'altro perchè si considera l'altro un "oggetto" piuttosto che un "soggetto".Spesso chi ne è affetto manifesta la sua gelosia in assenza di qualunque fatto, di qualunque circostanza che possa giustificare una cosa del genere.

Una doverosa premessa: bisogna distinguere fra gelosia "normale" e gelosia "patologica". La gelosia normale è inseparabile dal'amore per il partner, ed è sempre presente a livelli accettabili. Anzi se non ci fosse si potrebbe addirittura dubitare se è vero amore. Inoltre serve a far sentire l'amato veramente amato, perchè attraverso la gelosia manifestiamo la paura di perderlo. Invece parleremo di gelosia "patologica" quando essa assume le seguenti caratteristiche:

  • paura irrazionale dell’abbandono e tristezza per la possibile perdita;
  • sospettosità per ogni comportamento relazionale del partner verso persone dell'altro sesso;
  • controllo di ogni comportamento dell' "altro";
  • invidia ed aggressività verso i possibili rivali;
  • aggressività persecutoria verso il partner;
  • sensazione d' inadeguatezza e scarsa autostima di noi stessi.

La gelosia, quella patologica è, dunque, il timore di perdere qualche cosa che si ritiene essenziale per il proprio benessere e che questo qualcosa, che si ritiene essenziale, altri possano impossessarsene. Essa si manifesta anche in assenza di qualsiasi motivo valido. Spesso proprio la gelosia è in alcuni casi la causa della rottura di una relazione. Anzi si teme tanto che una relazione possa finire che, senza volerlo, la si fà finire per davvero.

La gelosia patologica prende origine da sospetti o circostanze infondate, affondando la sua vera natura in un'angoscia che prende forma nella mente senza nessun riscontro nella realtà. Quest'angoscia produce delle vere e proprie rappresentazioni mentali in cui si "costruisce" il "rivale" e le "prove d'infedeltà" e la realtà effettiva viene interpretata erroneamente. Tutto ciò può arrivare a dei veri e propri "deliri di gelosia" che spesso sono all'origine di veri e propri fatti di cronaca come i delitti passionali.

La gelosia patologica, il più delle volte, affonda le sue origini nell'infanzia in una cattiva relazione che il geloso ha instaurato con i propri genitori. Quest'ultimi non hanno adeguatamente rinforzato il bambino nella fiducia per sè stesso e nell'autostima contribuendo così a determinare un adulto geloso perchè non conscio delle sue possibilità e del suo valore, profondamente insicuro. Ciò porta a pensare che il proprio partner potrebbe amare un altro perchè più degno, a non essere sicuro del suo amore.

Ma la gelosia patologica può tradire anche un desiderio di possesso assoluto del partner. Ciò avviene, anche in questo caso, per una cattiva relazione affettiva costruita con i propri genitori, sopratutto quello di sesso opposto. C'è la presenza di un'affettività che non ha trovato correspensione durante l'infanzia, e si pensa di riscattarla da adulti, attraverso il possesso assoluto dell'altro.

Da questo breve escursus si può affermare che gelosia e dipendenze affettive sono le due faccie di una stessa medaglia. Se è presente l'una è molto probabile che sia presente anche l'altra.

Dott. Roberto Cavaliere

postato da: grace24 alle ore 21:22 | Permalink | commenti (3)
categoria:in maniera diretta
venerdì, 27 luglio 2007

Beh, sarebbe quasi ora di aggiornare questo blog che tra poco ammuffisce... Ma dopo tanto silenzio, ricomincio a borbottare... Son tornata!

postato da: grace24 alle ore 15:47 | Permalink | commenti (2)
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