Due persone non posso incontrarsi nemmeno un giorno prima di quando saranno pronti per il loro incontro (Marai)
Due persone non posso incontrarsi nemmeno un giorno prima di quando saranno pronti per il loro incontro (Marai)
Oggi una mia carissima amica mi ha "sparato" una frase che ha acceso nella mia testolina diversi focolai di riflessione... e la frase è stata questa:
" Le situazioni giuste e belle nascono bene, quelle che nn devono andare nascono malate".
Se qualcuno ti rompe i coglioni, vuol dire che ce l'hai!
In tutte le lingue del mondo esiste questo detto: “ Ciò che gli occhi non vedono, il cuore non sente”. Nulla di più falso. Quanto più lontani stanno i sentimenti, tanto più vicini al cuore sono i sentimenti che cerchiamo di soffocare e dimenticare. Se siamo in esilio, vogliamo serbare ogni piccolo ricordo delle nostre radici; ci troviamo lontani dalla persona amata, chiunque passi per la strada ce la fa ricordare.
I Vangeli, e tutti i testi sacri delle altre religioni, sono stati scritti in esilio, cercando di comprendere Dio, la fede che faceva avanzare i popoli, la sofferta peregrinazione delle anime erranti sulla faccia della terra. I nostri antenati non sapevano, e tanto meno lo sappiamo noi, ciò che la Divinità si aspetta dalle nostre vite. E’ in quel momento che i libri vengono scritti, i quadri dipinti, poiché noi non vogliamo e non possiamo dimenticare chi siamo.”
Dedicato a chi non lo sa, a chi se l’è dimenticato, a chi ha paura di ricominciare… Dedicato a te.
“Gli incontri più importanti sono già combinati dalle anime ancora prima che i corpi si vedano. Generalmente, essi avvengono quando arriviamo ad un limite, quando abbiamo bisogno di morire e rinascere emotivamente. Gli incontri ci aspettano, ma la maggior parte delle volte evitiamo che si verifichino. Se siamo disperati, invece, se non abbiamo più nulla da perdere oppure siamo entusiasti della vita, allora l’ignoto si manifesta e il nostro universo cambia rotta. Tutti sanno amare, poiché nascono con questo dono. Alcuni praticano l’amore naturalmente, ma la maggior parte deve apprendere di nuovo, ricordare come si ama; e tutti, senza alcuna eccezione, hanno bisogno di bruciare nel fuoco delle proprie emozioni passate, di rivivere gioie e dolori, cadute e riprese, fino al momento in cui sono in grado di intravedere quel filo conduttore che esiste dietro ogni nuovo incontro. Si, perché c’è un filo”.